a morte
hai condannato colpa da te s’appella
spiegami
almen Pilato per colpa così bella
qual
fosse il suo fallir. potessi anch’io
morir.
Chi
porta il suo supplizio ma se Gesù si
vede
so che
ne appar ben degno di croce caricato
so che
la pena è segno paga l’altrui peccato
di già
commesso error. sol per immenso amor.
Chi
porta in pugno il mondo Se cade l’uomo ingrato
a terra
è già caduto tosto Gesù il conforta
né gli
si porge aiuto e per Gesù è morta
o ciel
che crudeltà. al mondo ogni
pietà.
della
dolente Madre che di ce Madre
addio
che gira
tra le squadre più fier del dolor
mio
son’io
Signor il reo di croce io sol
gravarti
non deve
il Cireneo per uno in aiutarti
la croce
tua portar. non dovrò poi
bastar.
Sì vago
è il tuo tormento In cielo che
farai
bel
volto del mio bene se in rozzo velo
impresso
che
quasi a te diviene da tante pene
oppresso
amabile
il dolor. spiri sì
dolce amor.
Sotto i
pesanti colpi Più teneri dei
cuori
della
ribalda scorta siete voi
duri sassi
un nuovo
inciampo porta né più ingombrate i passi
a terra
il mio Signor. al vostro
creator.
Figlie
non più su queste Serbate il vostro
pianto
piaghe
che porto impresse o sconsolate donne
ma sopra
di voi stesse
quando la rea Sionne
vi prego
a lacrimar. vedrete
rovinar.
L’ispido
monte mira Quest’orrido pensiero
Il
Redentor languente sì al vivo il cuor
gli tocca
cui sa
che inutilmente che languido trabocca
per
molti ha da salir. e sentesi
morir.
del vel
si vede scarsa or ricoprir non sanno
e ignudo
il Dio dell’Arca dite mio Dio che fanno
vedrassi
e senza vel. i serafini in Ciel.
disteso
il mio diletto che al tornio sembran
fatte
e il
primo colpo aspetto ah che il martel le
batte
dell’empia crudeltà. senz’ombra di
pietà.
Veder
l’orrenda morte Trema commosso il mondo
del tuo
Signor non puole il sacro vel si spezza
onde si
copre il sole piangon per tenerezza
in segno
di dolor. i duri marmi ancor.
Tolto di
croce il Figlio Versa per gli occhi il cuore
l’avide
braccia stende in lacrime
disciolto
l’afflitta Madre e prende bacia quel freddo
volto
in
grembo il morto ben. e se lo stringe al
sen.
Tomba
che chiudi in seno Alla spietata morte
Il mio
Signor già morto allor dirò con gloria
fin
ch’ei non sia risorto dov’è la tua
vittoria
non
partirò da te. Il tuo poter
dov’è.