
Focara Natale 2007
_____________________________________________________________________________________________
24 DICEMBRE 2006: anche
quest'anno la focara è fatta!
AUGURI DI UN SERENO NATALE
Il periodo natalizio è caratterizzato da una serie di manifestazioni tradizionali che nonostante i tempi non perdono il loro fascino. Una di queste è la 'focara', un grande falò che la notte del Natale e di S.Silvestro si accende in piazza e intorno al quale ci si raccoglie e ci si ritrova in un'atmosfera di amicizia e di calore. È uso che ciascuna famiglia doni un ceppo per allestire la focara che perciò ha valenza propiziatoria.
Epifania 2006
Natale 2005
Una delle spiegazioni dell'usanza della ' focara' potrebbe risalire al fatto che l'arrivo dell'inverno per le popolazioni montane ha rappresentato da sempre un periodo difficile per la sopravvivenza in quanto il freddo, la penuria degli alimenti, le malattie erano in questo periodo dell'anno degli ostacoli non indifferenti. Pertanto si presume che da qui nascesse l'esigenza di esorcizzare l'inverno con dei riti propiziatori tra i quali può essere annoverata anche la 'focara'. Ma molte altre sono le interpretazioni.
La Notte del Sole Invitto
La data della nascita di
Cristo è sconosciuta. Neppure i Vangeli la segnalano con precisione, anzi Luca
allude a circostanze che fanno pensare ad un periodo diverso da quello
invernale. Solo nel IV secolo si consolida la tradizione di festeggiare la
Natività il 25 dicembre (VIII Kalendas Januarias). Questo giorno, in realtà,
è una data convenzionale, scelta in ragione di passaggi ciclici stagionali e
frutto d'un processo sincretico. Il Natale, infatti, ha radici precristiane. La
festa della Natività di Gesù ha origine dall'antichissima celebrazione pagana
in onore di Mithra (figlio del Sole e Sole egli stesso), che trovava svolgimento
nella data inneggiante al Dies Natalis Solis Invicti (giorno della nascita del
sole invitto) che cadeva appena dopo il solstizio d'inverno, quando l'astro
fulgente, dopo il massimo declino, aveva da poco ripreso la sua ascesa celeste.
Tale momento "critico", che si verifica sul finire di dicembre, è
quello in cui si comincia a percepire concretamente l'eliorinascenza stagionale.
Il sacro giorno della [ri]nascita del Dio Sole aveva valore magico,
propiziatorio e simbolico, poiché la Stella Invitta rappresentava sia la luce
da contrapporre alle tenebre delle lunghe notti invernali sia il calore che
doveva scaldare le fredde giornate cheimerine. Il Cristianesimo è riuscito a
trasferire a sé tali pratiche religiose, modificando la "nascita del
sole" con la "nascita di Cristo", e la "luce solare"
con la "luce divina del Figlio di Dio". Il sincretismo si compì
lentamente, finché la notte tra il 24 e il 25 dicembre, cioè la nox
postsolstiziale che coincideva con l'occasione in cui ormai da secoli si
festeggiava una luminosa genesi astrale, divenne anche la notte della nascita
del nostro Dio.
Se è vero che il Natale discende da antiche cerimonie dedicate al Dio Sole, non
deve stupire che, nonostante siano trascorsi molti secoli, gli antichi
significati siano sopravvissuti. Infatti il fuoco, un elioemblema universale, è
l'elemento fondamentale di numerosi rituali natalizi europei ed extraeuropei. Il
mito racconta che Mithra stringeva sempre in mano una torcia, che rappresentava
la luce e il calore che egli effondeva sul mondo.
Da tempo immemorabile i contadini di tutta Europa e non solo usano accendere falò, i cosi detti fuochi di gioia. Non è neanche raro che in questi fuochi si ardano fantocci o che si finga di ardervi una persona viva. Le date per l’accensione di questi falò è molto varia, essi coincidono spesso con feste celtiche, ma non solo.
Il solstizio è il giorno culminante del percorso del sole che si trova nel punto più alto del suo cammino. Nel solstizio d’inverno era usanza accender falò..ovviamente per l’uomo primitivo era ovvio accender fuochi in terra in corrispondenza di quei giorni ove il calore del sole inizia ad aumentare o a diminuire.Tale usanza è ancora ricordata nella tradizione del Ciocco di natale, ove, in ogni casa, si accendeva il così detto ceppo di natale
Ora, però , ci chiediamo il perchè di questi rituali, quale era il loro significato.
Le spiegazioni che gli antropologi danno sono essenzialmente due, anche se per noi la verità sta come sempre "in Medio". Infatti da una parte si è pensato che tali riti si basassero su una magia imitativa del ciclo solare, ma d’altra parte non tutte le feste del fuoco sono associate al sole, ma spesso hanno solo una funzione purificatrice.
A favore della teoria solare vi sono spesso le date in cui tali fuochi venivano accesi, esse coincidono spesso con il solstizio d’inverno o quello d’estate, cioè con date fondamentali del "culto solare".
A favore della teoria della purificazione, il fatto che in nessuna tradizione tali feste sono legate al sole ma alla purificazione, inoltre il concetto di fuoco come emanazione solare non è di intuibile semplicità per il primitivo. Nel caso delle feste del fuoco il popolo batte sull’aspetto distruttivo dello stesso, continuamente viene detto che il fuoco serve a bruciare e allontanare le streghe..quindi il male. Questo è facilmente espresso nel bruciare l’effigie di una strega nel fuoco, il fantomatico fantoccio. Se il falò è dunque un’arma contro le streghe, la stessa spiegazione deve esser data alla ruota fiammeggiante…
Ma così
resta ancora una domanda da porci, il significato del fantoccio bruciato nel
fuoco. La spiegazione delle effigie stregonesche non è applicabile in tutti i
casi, infatti. In questi casi sembrerebbe che l’effigie rappresenti lo spirito
erboreo. Il fatto che lo spirito arboreo debba morir nel fuoco ha un certo
senso, infatti la luce e il calore sono necessari ai vegetali per crescere, in
altre parole lo spirito arboreo brucia nel sole assicurando così all’intera
vegetazione calore e luce.
2004