Vita e attività politica di Fausto Gullo
Fausto Gullo nacque a Catanzaro il 16 giugno 1887, da Luigi e Clotilde Ranieri, ma la sua vita si svolgerà dapprima a Macchia, piccola frazione di Spezzano Piccolo, nella Presila cosentina , e, poi, a Cosenza, luogo della sua attività professionale di avvocato, oltre che di leader politico. Ben presto, Gullo, comincia ad avere contatti con il socialismo locale.Il successivo periodo fascista e il concomitante sviluppo dell’opposizione al regime, prima e durante la clandestinità, costituisce un altro momento importante in cui si conferma il ruolo di primo piano assunto da Gullo nell’ambito dei quadri dirigenti del Partito comunista. Alla vigilia della Grande Guerra, nell’estate del 1914, Fausto Gullo veniva eletto consigliere provinciale per il mandamento di Spezzano Grande; i principi da lui apertamente professati erano quelli dell’abolizione della proprietà privata, della religione e delle attuali istituzioni. In qualità di delegato della Federazione comunista di Cosenza al Congresso di Roma, Fausto Gullo si pronunciò in favore di una Nuova Alleanza del Lavoro, infatti, il nouvo organo regionale del PcdI calabrese fondato da Gullo e Fortunato La Camera, insisterà con veemenza sui temi dell’intransigenza nella lotta contro il fascismo. Nel ’29, viene segnalato dalla polizia come responsabile di "un certo risveglio del sovversismo". Nell’aprile, viene nominato ministro dell’Agricoltura nel secondo gabinetto Badoglio. Gullo apprende con sorpresa, ma anche con la consapevolezza dell’enorme gravosità e difficoltà che comportava l’assunzione di tale settore. Tra l’estate del ’44 e la primavera del ’45, Gullo emanò i decreti che costituivano solo una legislazione agraria preriformatrice. L’ obiettivo di fondo perseguito dai decreti Gullo era quello di colmare lo storico iato tra Stato e masse rurali attraverso la loro attiva e diretta partecipazione. Ogni suo intervento, ogni suo scritto stanno a sottolineare il rapporto tra lo Stato e il Mezzogiorno, il cui sviluppo storico sta alla base dell’arretratezza di regioni come la Calabria. Dal suo bisogno di ridefinire il rapporto con il Mezzogiorno , Gullo scrisse alcuni saggi in cui analizza l’esigenza di una redifinizione della questione meridionale rispetto alla nuova " politica delle riforme". Il 12 luglio del 1946, Gullo è sostituito all’Agricoltura dal Democristiano Antonio Segni e viene nominato Ministro alla Giustizia. Nel 1972 si ritirò dalla carriera parlamentare; il legame di solidarietà che ha connotato la sua azione politica ha fatto si che, anche dopo la sua morte, avvenuta il n3 settembre 1974 a Cosenza, viene ricordato come il "ministro dei contadini".