NEWS - Segnalato un "animale enorme" nel lago Ampollino

In questi giorni c'è un via vai di persone che sul lago Ampollino vogliono vedere questo "mostro" che è stato avvista da una persona all'alba di martedì mattina della scorsa settimana. Ovviamente si va con i piedi di piombo perchè poi questo genere di notizie fa presto a fare il giro del mondo e poi tutti ci attaccano un pezzo e la cosa in poco tempo diventa di dimensioni gigantesche e non più gestibile. Intanto si faranno degli studi per valutare la veridicità della voce che circola ormai da qualche giorno in questi luoghi presi d'assalto dai turisti armati di fotocamere e videocamere pronti a immortalare un avvistamento del misterioso mostro che infesta le acque del piccolo lago...
Da diversi mesi, infatti, nelle acque del lago vengono notate strane e non identificate ''presenze''.
Moltissimi abitanti del luogo, alcune guardie forestali, turisti, segnalano - particolarmente lungo la sponda destra, che va dalla darsena del Villaggio Palumbo, frazione del comune di Cotronei, alla centrale Enel - l'affiorare, in genere verso l'alba, del dorso di un animale che potrebbe somigliare a una tartaruga gigante o, addirittura, a un coccodrillo.
C'e' chi, tra i testimoni dell'evento, dice di aver visto invece una enorme trota (nel passato ne sono stati pescati esemplari anche di oltre 30 chilogrammi). La notizia sta richiamando, specie durante i week end, sempre piu' curiosi, che in varie occasioni, binocoli e macchine fotografiche in mano, cercano di immortalare la misteriosa ''creatura''.

F.M.

Un mostro nel Lago Ampollino? Ah, fosse vero...

TREPIDO' DI COTRONEI – Forse, chissà, tutta la storia è stata già pensata e scritta nel 1868. Sul numero di giugno della rivista della Scapigliatura milanese “Emporio pittoresco” apparve il racconto Il lago delle tre lamprede dell'allora ventinovenne Iginio Ugo Tarchetti. Attratto dal fantastico, strano e nuovo, Tarchetti narrava del mistero d'un lago della Sila abitato da tre lamprede, creature nelle quali s'erano reincarnate le anime di altrettanti monaci perversi. Il Lago Ampollino sarebbe nato buoni sessant'anni dopo. Ma la leggenda delle misteriose creature nelle acque del lago silano era già bell'e scritta. Da alcuni giorni capita di notare turisti che, nelle prime ore del mattino, sostano sulla riva destra dell'Ampollino. Binocoli agli occhi e macchine fotografiche digitali al collo, osservano la distesa d'acqua, sperando di vederla all'improvviso solcata dalla creatura. Certo: la creatura, o il mostro, coccodrillo, tartaruga, o cos'altro sia. Qui non si parla d'altro, dopo i riferiti primi avvistamenti una settimana fa. Ad aver visto affiorare quella che viene descritta come una dorsale che spunta sul pelo dell'acqua, sono stati un pastore, un guardiano, un operaio. Abbiamo parlato con quest'ultimo. Ha 45 anni, è sposato ed è padre di due figli. Racconta; ma niente nomi: «Alle 6 meno un quarto di sabato, mi stavo preparando il caffè in cucina, con la finestra aperta che dà sul lago. Ho sentito un rumore sull'acqua, più forte di quello che fanno le grosse carpe. Mi sono affacciato, ho visto una scìa che andava verso il centro del lago. Usciva come una schiena, lucida, con un riflesso azzurrognolo, sul verde. Ma era una scìa più grossa e più larga di quella che sul lago lasciano i pesci più grandi». La notizia del'avvistamento è volata. «Mi ha chiamato la Rai da Roma – conferma il sindaco di Cotronei, Franco Pellegrini – ma non ci sono foto, né riprese. Sappiamo solo che gli avvistamenti del cosiddetto mostro sono avvenuti all'altezza dell'Isola di Ristoro dell'Ampollino Park, o vicino alla Darsena sotto il Palumbo, o un pò più avanti verso la Diga». Difficile dire di cosa si tratti, esattamente. «I nostri anziani – il sindaco la butta sul concreto – dicono che potrebbe trattarsi di un grosso persico. Certo è che c'è un notevole flusso di turisti sul lago, che sperano di vedere e poter fotografare il mostro che sbuca dall'acqua». Guido Foritano gestisce da più di trent'anni l'Hotel del Lago. È nato qui. Conosce la riva limacciosa del lago, i suoi fondali, meglio di chiunque altro. «Io non l'ho visto – spiega – ma da come me l'hanno descritto sembrerebbe una tartaruga». Ed aggiunge: «Il lago è stato prosciugato due volte: negli anni '70 e nell'87. E mostri non ce n'erano». Ma sono tempi bizzarri. Nelle città, c'è chi alleva i coccodrilli in casa, ed anche pitoni, tartarughe. E se qualcuno si fosse disfatto di qualche bestia gettandola nell'Ampollino? Sopravviverebbe? «Potrebbe – non si sbilancia la biologa marina Cristina Bultò, che per quattro anni si è occupata di tartarughe e delfini nella Riserva Marina di Capo Rizzuto – ma non penso che si tratti di coccodrilli o tartarughe nel lago. Mi piacerebbe ascoltare le persone, sentire cos'hanno visto, con precisione». E allora? Forse questo mostro è un nuovo regalo che l'Ampollino si appresta a fare alle popolazioni del Crotonese, alle quali ha donato lavoro, benessere e civiltà alimentando con gli altri laghi silani le centrali elettriche inaugurate da Vittorio Emanuele III il 27 luglio del 1927. A valle sorsero le fabbriche e con esse cominciò lo sviluppo. L'ha capito bene Lina Foritano, che gestisce l'Hotel Lo sciatore, con vista sul lago. Il mostro? «Magari fosse vero! – risponde – sicuramente qui ci sarebbe più movimento. Se il mostro riesce a scuotere un pò, ben venga!».
(fonte La Gazzetta del Sud)

 


Il mostro di Lock Ness

 

Il lago Ampollino

Lo sbarramento del fiume Ampollino, al confine fra Sila Grande cosentina e Sila Piccola catanzarese ha sommerso una valle che Norman Douglas descrive con accenti entusiastici ed in cui sono state rinvenute tracce di frequentazione antropica durante il Neolitico. Il lago Ampollino è alimentato, oltre che dal fiume Ampollino, anche dalle acque del fiume Savuto attraverso il pompaggio delle acque della centrale del lago Savuto (la centrale è stata costruita nel 1939 su progetto dell'architetto Giovanni Muzio mentre il lago tra il 1920 e il 1923). Il lago Ampollino è anche rifornito dal lago Arvo attraverso una galleria sotteranea.  Gli impianti di produzione di energia elettrica sul lago Ampollino, gestiti fino a qualche tempo fa dall'Enel, oggi (dopo la cosiddetta “asta silana”) in capo alla società spagnola Endesa a seguito della liberalizzazione del mercato elettrico, rappresentano uno dei pochi casi in cui industria e natura diventano elementi complementari. Dopo essere sfruttate dalle centrali idroelettriche le acque del lago Ampollino vengono scaricate nel mar Jonio.

Lago Ampollino: fotografie scattate
nei dintorni di
villaggio Caporosa.

Data: 24/06/2004
Autore: Aldo Costanzo


Lago Ampollino: fotografie scattate nei dintorni
della diga di
villaggio Trepidò.

Data: 26/06/2004
Autore: Aldo Costanzo