Melobuono

Toponimo forse derivante dalla raccolta di mele buone, saporite  (le cosidette "miluncelle") e profumate, che, un tempo, si conservano nelle felci durante l'inverno. Per quanto riguarda questo luogo, padre Francesco Russo riporta questa notizia: "Papa Onorio III, 3 gennaio 1223: All'Abate ed ai monaci del Monastero di Santa Maria di Corazzo, dell'ordine cistercense, della diocesi di Martorano. Concede allo stesso Monastero, sotto tutela della Santa Sede Apostolica e allo stesso conferma le donazioni che nella tenuta di "Meliboni" avevano fatto Nicola Gribari, il cantore di Montalto e l'UniversitÓ di Rogliano. Dal Laterano 3 Gennaio III anno di Pontificato Sacrosanta Romana Chiesa". Da ci˛ si evince che durante il Pontificato di Onorio III il signor Nicola Gribari, il cantore di Montalto Uffugo e l'UniversitÓ di Rogliano, fecero dono del luogo detto Melobuono al Monastero di Corazzo, dove fu abate Gioacchino da Fiore.

Dal libro "Luoghi di Rogliano fra etimologia e storia" di Giuseppe Egidio Sottile, Atlantide Edizioni 2005


Melobuono parte vecchia