Ospedale Santa Barbara di Rogliano:
cronaca della mobilitazione della Valle del Savuto

Dopo la conclusione positiva della vicenda dalla chiusura dell'ospedale Santa Barbara ricordiamo con un articolo apparso sulla stampa locale gli eventi che hanno visto la comunità di Rogliano alla ribalta della cronaca nazionale.

S. Barbara: la cronaca di ventiquattro ore di passione
di Francesca GABRIELE (La voce del Savuto)

Fotografie riprese da SavutoWeb News, giornale telematico diretto da  Gaspare Stumpo

Il venerdì dodici febbraio, nella Sala Consiliare del comune di Rogliano, amministratori, sindacalisti, politici e popolazione del Savuto avrebbero dovuto discutere della recente ispezione dei Nas all’interno della struttura ospedaliera Santa Barbara e del rapporto stilato da quest’ultimi, pubblicato anche sul quotidiano La Repubblica riassumibile con questa frase: “Questo ospedale, non ha i requisiti per svolgere attività assistenziale e sanitaria. Bisogna chiuderlo”. Nella serata di Venerdì, avrebbe dovuto decidersi un’azione comune per salvaguardare il Santa Barbara, per tutelare in maniera incisiva con il contributo di tutti, nessuno escluso, la dignità di una struttura che vanta un’intensa attività sanitaria da trenta anni, e che oggi, qualcuno giudica la peggiore d’Italia dal punto di vista igienico sanitario e della sicurezza. Usiamo il condizionale, perché, a sconvolgere il piano di lavoro e soprattutto i numerosi presenti, è l’arrivo inatteso della notizia della disposizione di chiusura provvisoria del nosocomio del Savuto. Il clima, nella sala consiliare, improvvisamente diventa a dir poco glaciale. La tempesta, quella avvertita fin dalla fuga delle prime notizie, investe tutti. Arriva anche l’ex assessore alla sanità roglianese Roberto Tosti. Gli amministratori, si riuniscono frettolosamente, nella stanza del sindaco Giuseppe Gallo, intanto, la voce circa il provvedimento di chiusura, si diffonde con contorni sempre più netti tra i presenti. A ufficializzare e rendere pubblico l’atto di chiusura temporaneo firmato dall’assessore regionale alla salute Doris Lo Moro, è lo stesso Gallo. “L’assessorato alla sanità, ha disposto il trasferimento di tutte le attività del presidio Santa Barbara presso altra struttura dell’azienda ospedaliera, in modo da consentire nell’arco di venti giorni il completamento dei lavori in corso, ed eliminare tutti quegli inconvenienti che sono emersi dalla relazione dei Nas”. Il sindaco di Rogliano, visibilmente provato, non accetta scusanti. Nessuno, tra i presenti, accoglie benevolmente questa decisione. La valle del Savuto con i suoi amministratori, in questi minuti di chiaro scompiglio, non resta sola. In fretta, arrivano il senatore Franco Covello, il segretario regionale dei Ds Carlo Guccione con i consiglieri regionali Antonio Acri, Damiano Gagliardi, e Salvatore Magarò.

 

Il Sindaco Gallo prosegue il suo intervento con parole severe ed intransigenti. “Ritengo tutto questo, intollerabile dal punto di vista tecnico amministrativo. Io mi chiedo come mai l’assessorato regionale alla Sanità non abbia disposto una ulteriore ispezione all’interno del nostro ospedale. Invito, immediatamente l’assessore alla sanità a visitare direttamente il nostro ospedale. Vogliamo capire che cosa è successo. E’ un fatto di estrema gravità”. Il primo cittadino, non si tira indietro. Lo dichiara apertamente. “Sono pronto ad assumermi tutte le responsabilità politiche. Non dobbiamo abbassare la guardia. Dobbiamo fare in modo che la nostra struttura sia tutelata e che non sia smantellata”. Da qui, la decisione concordata con gli altri sindaci, di dar vita ad un presidio permanente presso il Santa Barbara per impedire il trasferimento delle attività in altre strutture. “Noi, non abbandoneremo la nostra comunità e la nostra struttura. Inizierà una lotta, che sarà dura. Indipendentemente dai colori politici, indipendentemente dalle appartenenze partitiche, affinché, ognuno si assuma le proprie responsabilità rispetto ad un atto vergognoso”. I dubbi intorno alla vicenda sono tanti. Giuseppe Gallo, li condivide con i presenti. “Mi chiedo, come questa situazione è sbalzata alle cronache nazionali. Questo, mi fa venire in mente altri tentativi. Non ultimo quello di qualche mese fa sul bullismo, che vedeva Rogliano con le sue scuole come uno dei Comuni a più alto rischio. Ora, inizio a collegare tutto. Voglio capire che cosa sta succedendo”. Infine, tra gli applausi di sostegno, l’impegno dell’amministratore. “Voi potete contare su un sindaco che si incatenerà alle porte dell’ospedale del Santa Barbara. Un sindaco, che non consentirà a nessuno che la nostra struttura sia mortificata insieme all’intera cittadinanza”.

 

 

Antonio Acri nel prendere la parola, non contiene la propria rabbia. “Ho appreso la notizia, mentre tornavo da Reggio Calabria con il collega Damiano Gagliardi. La mia preoccupazione, è che l’assessore Lo Moro con una certa leggerezza abbia dovuto predisporre un dispositivo di temporaneo trasferimento degli ammalati, poiché, di questo si tratta. Bisogna mantenere uno stato di allerta. Noi, non siamo venuti a Rogliano, per guadagnarci le simpatie contingenti. Questa situazione è una conseguenza della fragilità e della debolezza del quadro politico. Quando la politica e le istituzioni sono deboli, ti aggrediscono tutti. Se non fossimo stati così deboli, la visita ispettiva dei Nas, che è cosa importante, avrebbe avuto toni meno esasperati, così come se l’assessore Lo Moro si fosse sentita più sicura sul piano politico-istituzionale, avrebbe avuto meno fretta a disporre un provvedimento che ha prodotto lo sconcerto. Io non sono pessimista. Questo ospedale, non può chiudere, anche per la posizione geografica. Non siete assolutamente soli”. L’intervento del senatore Covello, non lascia adito ad alcuna incertezza. “Sindaco Gallo, non ci sarà attorno a te la solitudine. La scelta della chiusura temporanea del plesso ospedalaliero di Rogliano, vuole avere la testimonianza di una sceneggiata, di una testimonianza giornalistica per far parlare sempre male della Calabria ...

 

 

Il padre putativo del Santa Barbara, colui che ha concepito e fatto crescere la struttura ospedaliera, l’onorevole Pietro Buffone, punta l’indice verso chi a ottantanove anni, vuol fargli vedere chiusa la sua creatura. “Questo provvedimento ci colpisce. Sono stato sindaco per quaranta anni sindaco di questo paese. L’ho trovato senza fondamenta. Le ho scavate le fondamenta, per costruire un paese che ha potuto dare lezione di costume e di sacrificio attraverso la soluzione di problemi che apparivano insolubili. Abbiamo fatto questo ospedale, senza chiedere soldi a nessuno, se non allo Stato. Questi soldi, li abbiamo restituiti attraverso il pagamento delle rate in scadenza, perciò, l’ospedale è proprietà del comune di Rogliano. Nessuno, ci ha regalato niente. La presenza dell’ospedale di Rogliano, è servita sempre per colmare le deficienze dell’ospedale di Cosenza, che noi abbiamo sorretto. Adesso ci infliggono lo schiaffo di chiudere l’ospedale. Sindaco Gallo, tieni duro. Il fatto è politico, perché in queste cose si fa politica. Ti ho appoggiato in campagna elettorale, perché quando la politica deve servire all’interesse della povera gente, deve capire che cosa bisogna fare per essere coerente con quel principio che la vuole al servizio dell’uomo. Non vi fate illusioni. Bisogna avere il coraggio di alzare la testa, guardare avanti e camminare. Io, da domani insorgerò politicamente. Io morirò correndo. Non ci facciamo nascondere sottoterra. Non siamo gente da farci nascondere sotterra”. Carlo Guccione, con tono pacato, suggerisce la via da imboccare per cercare una soluzione. “Prima di una decisione del genere, ci sarebbe stato bisogno di una visita ispettiva dell’assessore Lo Moro. Dobbiamo garantire, la sicurezza, la tutela, l’igiene di chi lavora al Santa Barbara e di chi ci si trova per curarsi. Non possiamo apparire come un paese che vuole tenere comunque aperto l’ospedale Santa Barbara. Abbiamo una situazione particolare. Ci sono dei lavori in corso. Ora, dobbiamo studiare tutti quegli accorgimenti tecnici perché l’ospedale non sia chiuso, perché i lavori si facciano in sicurezza".

 

 

"Tutti i sindaci, devono mandare un telegramma urgente al presidente della Regione, al vicepresidente e all’assessore Lo Moro, per dire che sono contro la chiusura del nosocomio e per sottolineare il lavoro che è stato fatto dall’attuale direzione dell’azienda ospedaliera di Cosenza, che ha affrontato in termini positivi la vicenda di questo ospedale, destinando delle risorse, per renderlo ancora più fruibile dal punto di vista sanitario”. Tutti decidono di reagire in maniera ferma.

 

 

Le organizzazioni sindacali Fp-Cgil, Cisl Fp, Cisial, Flasa, battono un comunicato stampa. “Rigettiamo la decisione dell'assessorato alla sanità della Regione Calabria di chiusura temporanea del Presidio Ospedaliero "Santa Barbara di Rugliano" dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza, con il conseguente immediato trasferimento in altre strutture dei pazienti degenti e dei dipendenti e la sospensione immediata di tutte le attività cliniche, compresa quella di Pronto Soccorso. Preso atto che lo stesso Assessorato ha usato due pesi e due misure, emanando tale provvedimento solo per il P.O. di Rogliano, mentre per altre strutture sono stati disposti ulteriori accertamenti e verifiche - rispetto ai verbali notificati dai NAS - da svolgersi tramite l'apposita Commissione di Vigilanza regionale. Sembra quantomeno strano che nelle visite ispettive precedenti (l'ultima risale a un mese fa circa) non siano mai emerse le presunte irregolarità che porterebbero oggi, invece, alla chiusura del Presidio S. Barbara. Pertanto, invitiamo l'assessore regionale, il Presidente e la Giunta tutta - convocata per domani per discutere della Sanità Calabrese e del Presidio Santa Barbara - a revocare immediatamente la disposizione adottata, visto che la stessa risulta essere intempestiva, immotivata pretestuosa e che, di conseguenza, mortifica un territorio, l'area di Cosenza Sud e del Savuto, già pesantemente penalizzato, con conseguenze gravissime a danno dei cittadini-utenti che quotidianamente fruiscono delle prestazioni garantite da tale struttura. Per quanto sopra, le Organizzazioni Sindacali promuovono, sostengono ed attuano un presidio democratico e permanente già in atto, che vede unite alla popolazione le forze sociali e politiche”. Il freddo, la notte, non frenano i roglianesi che si recano davanti al presidio ospedaliero, insieme agli amministratori, ai sindacalisti.

 

 

La notte più lunga per Rogliano, scorre lentamente. Risultano vane, anche le rassicurazioni dell’assessore Lo Moro, intervistata in diretta Tg, dalla giornalista Emilia Canonaco. “Non abbiamo chiuso l’ospedale di Rogliano, ma abbiamo sospeso le attività e disposto il trasferimento di queste e dei pazienti per consentire un’accelerazione dei lavori di manutenzione in corso. Questo trasferimento, deve avvenire immediatamente. A prescindere dalle decisioni che saranno prese dal Piano sanitario, questo provvedimento è il modo di dimostrare che si interviene con celerità su un ospedale che è stato un simbolo di negatività e che deve recuperare subito il suo ruolo nella sanità calabrese. Pazienti e medici andranno all’Annunziata. Nei prossimi giorni, andrò a Rogliano”.

 

 

La mattina di sabato tredici gennaio, non marchia la rassegnazione del Savuto. I commercianti, abbassano le serrande. Gli studenti scendono in piazza. “Non toccateci il nostro ospedale”. Questo il coro univoco. E’ mattina presto, quando, incalzati anche da chi non può raggiungere il presidio, raggiungiamo telefonicamente l’assessore provinciale alle politiche sociali Ferdinando Aiello, che ha voluto trascorrere la notte con gli altri, davanti al nosocomio. Aiello, è ancora una volta in prima fila, per difendere un territorio offeso e maltrattato. “Ci stiamo recando a Catanzaro. Siamo fiduciosi”. Così, ci risponde. Già, il presidente della Regione Agazio Loiero, ha riunito con urgenza la giunta. Intanto, nel corso della mattinata arriva anche la decisione di dimettersi dei sindaci del Savuto, racchiusa in un documento, trasmesso ai dirigenti regionali. “Il provvedimento con il quale l'Assessore regionale alla Sanità ha disposto la chiusura temporanea dell'ospedale di Rogliano, con il conseguente immediato trasferimento in altre strutture dei pazienti degenti e dei dipendenti, è ingiustificato e sconcertante e va immediatamente revocato. Tale decisione mortifica un intero territorio ed un presidio ospedaliero che non merita di essere etichettato come simbolo della negatività del sistema sanitario calabrese proprio adesso che finalmente, dopo anni di incuria, la nuova Direzione Generale dell’Azienda ha dato impulso al rilancio del nosocomio roglianese. Non è da condividere la decisione assunta dall’Assessore regionale, condizionata più dagli articoli apparsi sulla stampa nazionale che dalla reale situazione del presidio ospedaliero di Rogliano che l’Assessore aveva il dovere di verificare di persona o attraverso ispezione suppletiva così come disposto per altri presidi.

 

 

L’Amministrazione comunale di Rogliano, insieme con le altre della Valle del Savuto, attueranno ogni utile iniziativa tesa a salvaguardare una struttura sanitaria che da decenni eroga prestazioni di alta qualità grazie anche alla grande professionalità del personale medico e paramedico nonché ad una organizzazione ricettiva ed alberghiera di buon livello soprattutto dal punto di vista igienico e dell’accoglienza. Alla luce di ciò è convocato nella giornata di oggi (sabato 13 alle ore 15.00) una seduta straordinaria e aperta del Consiglio comunale nel corso della quale, ove mai la Giunta regionale non revocasse il provvedimento assunto, saranno intraprese iniziative forti, in primis le dimissioni di tutti i Sindaci della Valle del Savuto. Pertanto, certi che i lavori di ammodernamento sono assolutamente compatibili con la prosecuzione delle attività assistenziali, ci si appella alla responsabilità politica del governo regionale e del Presidente On. Agazio Loiero, affinché non venga ulteriormente penalizzato un territorio già gravemente segnato da una crisi economica ed occupazionale senza precedenti”. Nel pomeriggio, tutti incollati al televisore. Si aspettano le decisioni prese in seno alla giunta regionale.

 

 

Sono le 14.35, quando il giornalista di Ten, in diretta, intervista l’assessore all’agricoltura Mario Pirillo. E’ appena uscito dai lavori di giunta, ancora in proseguimento. Vuole rassicurare tutti. “L’ospedale non sì tocca. Le preoccupazioni che i cittadini del Savuto hanno anche per il futuro, credo che obiettivamente non ci sono. Faremo di tutto – assicura l’assessore Pirillo - perché i sacrifici richiesti a questa popolazione non vengano ad essere eliminati. Fare rumore, significa aumentare il polverone. Abbiamo proposto, di eseguire i lavori in contemporanea alla presenza degli ammalati con tutte le cautele igieniche che sono necessarie. Aspettiamo la decisione”. Continua la mobilitazione di tutto il mondo politico.

 

 

Deciso, è l’intervento del deputato di Rifondazione Comunista Francesco Caruso. “Il rischio è che la chiusura temporanea sia solo un pretesto per chiudere il Santa Barbara e non riaprirlo mai più. Gli ospedali si adeguano, si migliorano, si puliscono, non si chiudono”. Roberto Occhiuto, consigliere regionale dell’Udc, commenta duramente la decisione di sospendere le attività al nosocomio roglianese. “Questo è lo spettacolo ipocrita di un centrosinistra che vuole fare tutte le parti in commedia. Un centrosinistra ormai alle corde che vuole recuperare il dissenso, scaricando su una sola persona responsabilità che invece, sono di tutti quelli che governano e che, col loro voto, sostengono anche la terza giunta di centrosinistra. Se Doris LoMoro ha sbagliato, così come crediamo anche noi, perché i lavori all’ospedale di Rogliano, si sarebbero potuti svolgere anche senza chiuderlo, abbiano il coraggio, i dirigenti del centrosinistra, di chiedere le dimissioni dell’assessore”.

 

 

Franco Laratta, parlamentare della Margherita, ritorna a Rogliano, all’interno della struttura. Vuole il ricovero. Del Santa Barbara, lui si fida. Sono circa le 16.30, quando al numeroso pubblico presente fuori e dentro la struttura ospedaliera per assistere al Consiglio comunale aperto in seduta straordinaria, giunge per bocca del presidente della provincia Mario Oliverio, l’attesa notizia: il provvedimento di chiusura temporanea è stato revocato. Si tira un chiaro sospiro di sollievo. La tensione di ventiquattro ore di passione si allenta. Nessun trasferimento temporaneo dei circa cinquanta pazienti, dei medici e dei paramedici. Tutti rimangono al Santa Barbara.

 

 

Arriva anche l’assessore Lo Moro. Visita il Santa Barbara. No, non è poi tanto sporco. Il Savuto, assessore, di questo, ne è stato sempre certo. La Valle, tutta unita, in passato ha difeso, sta difendendo oggi, e continuerà a difendere in futuro il Santa Barbara.