Ospedale Santa Barbara di
Rogliano:
cronaca della mobilitazione della Valle del Savuto
Dopo la conclusione positiva della vicenda dalla chiusura dell'ospedale Santa Barbara ricordiamo con un articolo apparso sulla stampa locale gli eventi che hanno visto la comunità di Rogliano alla ribalta della cronaca nazionale.

S.
Barbara: la cronaca di ventiquattro ore di passione
di Francesca GABRIELE (La voce del Savuto)
Fotografie riprese da SavutoWeb News, giornale telematico diretto da Gaspare Stumpo
Il venerdì dodici febbraio,
nella Sala Consiliare del comune di Rogliano,
amministratori, sindacalisti, politici e popolazione del Savuto avrebbero dovuto
discutere della recente ispezione dei Nas all’interno della struttura
ospedaliera Santa Barbara e del rapporto stilato da quest’ultimi, pubblicato
anche sul quotidiano “
Il Sindaco Gallo prosegue il suo intervento
con parole severe ed intransigenti. “Ritengo tutto questo, intollerabile dal
punto di vista tecnico amministrativo. Io mi chiedo come mai l’assessorato
regionale alla Sanità non abbia disposto una ulteriore ispezione all’interno del
nostro ospedale. Invito, immediatamente l’assessore alla sanità a visitare
direttamente il nostro ospedale. Vogliamo capire che cosa è successo. E’ un
fatto di estrema gravità”. Il primo cittadino, non si tira indietro. Lo dichiara
apertamente. “Sono pronto ad assumermi tutte le responsabilità politiche.
Non dobbiamo abbassare la guardia. Dobbiamo fare in modo che la nostra struttura
sia tutelata e che non sia smantellata”. Da qui, la decisione concordata con gli
altri sindaci, di dar vita ad un presidio permanente presso il Santa Barbara per
impedire il trasferimento delle attività in altre strutture. “Noi, non
abbandoneremo la nostra comunità e la nostra struttura. Inizierà una lotta, che
sarà dura. Indipendentemente dai colori politici, indipendentemente dalle
appartenenze partitiche, affinché, ognuno si assuma le proprie responsabilità
rispetto ad un atto vergognoso”. I dubbi intorno alla vicenda sono tanti.
Giuseppe Gallo, li condivide con i presenti. “Mi chiedo, come questa
situazione è sbalzata alle cronache nazionali. Questo, mi fa venire in mente
altri tentativi. Non ultimo quello di qualche mese fa sul bullismo, che vedeva
Rogliano con le sue scuole come uno dei Comuni a più alto rischio. Ora, inizio a
collegare tutto. Voglio capire che cosa sta succedendo”. Infine, tra gli
applausi di sostegno, l’impegno dell’amministratore. “Voi potete contare su un
sindaco che si incatenerà alle porte dell’ospedale del Santa Barbara. Un
sindaco, che non consentirà a nessuno che la nostra struttura sia mortificata
insieme all’intera cittadinanza”.
Antonio Acri
nel prendere la parola, non contiene la propria rabbia. “Ho appreso
la notizia, mentre tornavo da Reggio Calabria con il collega Damiano Gagliardi.
La mia preoccupazione, è che l’assessore Lo Moro con una certa leggerezza abbia
dovuto predisporre un dispositivo di temporaneo trasferimento degli ammalati,
poiché, di questo si tratta. Bisogna mantenere uno stato di allerta. Noi, non
siamo venuti a Rogliano, per guadagnarci le simpatie contingenti. Questa
situazione è una conseguenza della fragilità e della debolezza del quadro
politico. Quando la politica e le istituzioni sono deboli, ti aggrediscono
tutti. Se non fossimo stati così deboli, la visita ispettiva dei Nas, che è cosa
importante, avrebbe avuto toni meno esasperati, così come se l’assessore Lo Moro
si fosse sentita più sicura sul piano politico-istituzionale, avrebbe avuto meno
fretta a disporre un provvedimento che ha prodotto lo sconcerto. Io non sono
pessimista. Questo ospedale, non può chiudere, anche per la posizione
geografica. Non siete assolutamente soli”. L’intervento del senatore Covello,
non lascia adito ad alcuna incertezza. “Sindaco Gallo, non ci sarà attorno a
te la solitudine. La scelta della chiusura temporanea del plesso ospedalaliero
di Rogliano, vuole avere la testimonianza di una sceneggiata, di una
testimonianza giornalistica per far parlare sempre male della Calabria ...
Il padre putativo del Santa Barbara, colui che ha concepito e fatto
crescere la struttura ospedaliera, l’onorevole Pietro Buffone, punta l’indice
verso chi a ottantanove anni, vuol fargli vedere chiusa la sua creatura. “Questo
provvedimento ci colpisce. Sono stato sindaco per quaranta anni sindaco di
questo paese. L’ho trovato senza fondamenta. Le ho scavate le fondamenta, per
costruire un paese che ha potuto dare lezione di costume e di sacrificio
attraverso la soluzione di problemi che apparivano insolubili. Abbiamo fatto
questo ospedale, senza chiedere soldi a nessuno, se non allo Stato. Questi
soldi, li abbiamo restituiti attraverso il pagamento delle rate in scadenza,
perciò, l’ospedale è proprietà del comune di Rogliano. Nessuno, ci ha regalato
niente. La presenza dell’ospedale di Rogliano, è servita sempre per colmare le
deficienze dell’ospedale di Cosenza, che noi abbiamo sorretto. Adesso ci
infliggono lo schiaffo di chiudere l’ospedale. Sindaco Gallo, tieni duro.
Il fatto è politico, perché in queste cose si fa politica. Ti ho appoggiato in
campagna elettorale, perché quando la politica deve servire all’interesse della
povera gente, deve capire che cosa bisogna fare per essere coerente con quel
principio che la vuole al servizio dell’uomo. Non vi fate illusioni. Bisogna
avere il coraggio di alzare la testa, guardare avanti e camminare. Io, da domani
insorgerò politicamente. Io morirò correndo. Non ci facciamo nascondere
sottoterra. Non siamo gente da farci nascondere sotterra”. Carlo Guccione, con
tono pacato, suggerisce la via da imboccare per cercare una soluzione.
“Prima di una decisione del genere, ci sarebbe stato bisogno di una visita
ispettiva dell’assessore Lo Moro. Dobbiamo garantire, la sicurezza, la tutela,
l’igiene di chi lavora al Santa Barbara e di chi ci si trova per curarsi. Non
possiamo apparire come un paese che vuole tenere comunque aperto l’ospedale
Santa Barbara. Abbiamo una situazione particolare. Ci sono dei lavori in corso.
Ora, dobbiamo studiare tutti quegli accorgimenti tecnici perché l’ospedale non
sia chiuso, perché i lavori si facciano in sicurezza".
"Tutti i sindaci,
devono mandare un telegramma urgente al presidente della Regione, al
vicepresidente e all’assessore Lo Moro, per dire che sono contro la chiusura del
nosocomio e per sottolineare il lavoro che è stato fatto dall’attuale direzione
dell’azienda ospedaliera di Cosenza, che ha affrontato in termini positivi la
vicenda di questo ospedale, destinando delle risorse, per renderlo ancora più
fruibile dal punto di vista sanitario”. Tutti decidono di reagire in maniera
ferma.
Le organizzazioni
sindacali Fp-Cgil, Cisl Fp, Cisial, Flasa,
battono un comunicato stampa. “Rigettiamo la decisione dell'assessorato
alla sanità della Regione Calabria di chiusura temporanea
del Presidio Ospedaliero "Santa Barbara di
Rugliano" dell'Azienda
Ospedaliera di
Cosenza, con il conseguente immediato trasferimento in
altre strutture dei pazienti degenti e dei
dipendenti e la sospensione
immediata di tutte le attività cliniche, compresa quella di Pronto Soccorso.
Preso atto che lo stesso Assessorato
ha usato due pesi e due misure, emanando tale provvedimento solo per il
P.O. di Rogliano, mentre per altre strutture sono stati disposti ulteriori
accertamenti e verifiche - rispetto
ai verbali notificati dai NAS -
da svolgersi tramite l'apposita Commissione
di Vigilanza regionale.
Sembra quantomeno strano che nelle visite
ispettive precedenti (l'ultima risale a un mese fa circa) non siano mai
emerse le presunte irregolarità che
porterebbero oggi, invece, alla chiusura del Presidio S. Barbara.
Pertanto, invitiamo l'assessore
regionale, il Presidente e
La notte più lunga per
Rogliano, scorre lentamente. Risultano vane, anche le rassicurazioni
dell’assessore Lo Moro, intervistata in diretta Tg, dalla giornalista Emilia
Canonaco. “Non abbiamo chiuso l’ospedale di Rogliano, ma abbiamo sospeso le
attività e disposto il trasferimento di queste e dei pazienti per
consentire un’accelerazione dei lavori di manutenzione in corso. Questo
trasferimento, deve avvenire immediatamente. A prescindere dalle decisioni che
saranno prese dal Piano sanitario, questo provvedimento è il modo di dimostrare
che si interviene con celerità su un ospedale che è stato un simbolo di
negatività e che deve recuperare subito il suo ruolo nella sanità calabrese.
Pazienti e medici andranno all’Annunziata. Nei prossimi giorni, andrò a Rogliano”.
La mattina di sabato tredici gennaio, non marchia la rassegnazione del
Savuto. I commercianti, abbassano le serrande. Gli studenti scendono in piazza.
“Non toccateci il nostro ospedale”. Questo il coro univoco. E’ mattina presto,
quando, incalzati anche da chi non può raggiungere il presidio, raggiungiamo
telefonicamente l’assessore provinciale alle politiche sociali Ferdinando Aiello,
che ha voluto trascorrere la notte con gli altri, davanti al nosocomio. Aiello,
è ancora una volta in prima fila, per difendere un territorio offeso e
maltrattato. “Ci stiamo recando a Catanzaro. Siamo fiduciosi”. Così, ci
risponde. Già, il presidente della Regione Agazio Loiero, ha riunito con urgenza
la giunta. Intanto, nel corso della mattinata arriva anche la decisione di
dimettersi dei sindaci del Savuto, racchiusa in un documento, trasmesso ai
dirigenti regionali. “Il provvedimento con il quale l'Assessore regionale alla
Sanità ha disposto la chiusura temporanea dell'ospedale di Rogliano, con il
conseguente immediato trasferimento in altre strutture dei pazienti degenti e
dei dipendenti, è ingiustificato e sconcertante e va immediatamente revocato.
Tale decisione mortifica un intero territorio ed un presidio ospedaliero che non
merita di essere etichettato come simbolo della negatività del sistema sanitario
calabrese proprio adesso che finalmente, dopo anni di incuria, la nuova
Direzione Generale dell’Azienda ha dato impulso al rilancio del nosocomio
roglianese. Non è da condividere la decisione assunta dall’Assessore regionale,
condizionata più dagli articoli apparsi sulla stampa nazionale che dalla reale
situazione del presidio ospedaliero di Rogliano che l’Assessore aveva il dovere
di verificare di persona o attraverso ispezione suppletiva così come disposto
per altri presidi.
L’Amministrazione comunale di Rogliano, insieme con le altre della
Valle del Savuto, attueranno ogni utile iniziativa tesa a salvaguardare una
struttura sanitaria che da decenni eroga prestazioni di alta qualità grazie
anche alla grande professionalità del personale medico e paramedico nonché ad
una organizzazione ricettiva ed alberghiera di buon livello soprattutto dal
punto di vista igienico e dell’accoglienza. Alla luce di ciò è convocato nella
giornata di oggi (sabato 13 alle ore 15.00) una seduta straordinaria e aperta
del Consiglio comunale nel corso della quale, ove mai
Sono le 14.35,
quando il giornalista di Ten, in diretta, intervista l’assessore all’agricoltura
Mario Pirillo. E’ appena uscito dai lavori di giunta, ancora in proseguimento.
Vuole rassicurare tutti. “L’ospedale non sì tocca.
Le preoccupazioni che i cittadini del Savuto hanno anche per il futuro, credo
che obiettivamente non ci sono. Faremo di tutto – assicura l’assessore Pirillo -
perché i sacrifici richiesti a questa popolazione non vengano ad essere
eliminati. Fare rumore, significa aumentare il polverone. Abbiamo proposto, di
eseguire i lavori in contemporanea alla presenza degli ammalati con tutte le
cautele igieniche che sono necessarie. Aspettiamo la decisione”. Continua
la mobilitazione di tutto il mondo politico.
Deciso, è l’intervento del deputato di Rifondazione Comunista Francesco Caruso.
“Il rischio è che la chiusura temporanea sia solo un pretesto per
chiudere il Santa Barbara e non riaprirlo mai più. Gli ospedali si adeguano, si
migliorano, si puliscono, non si chiudono”. Roberto Occhiuto, consigliere
regionale dell’Udc, commenta duramente la decisione di sospendere le attività al
nosocomio roglianese. “Questo è lo spettacolo ipocrita di un centrosinistra che
vuole fare tutte le parti in commedia. Un centrosinistra ormai alle corde che
vuole recuperare il dissenso, scaricando su una sola persona responsabilità che
invece, sono di tutti quelli che governano e che, col loro voto, sostengono
anche la terza giunta di centrosinistra. Se Doris LoMoro ha sbagliato, così come
crediamo anche noi, perché i lavori all’ospedale di Rogliano, si sarebbero
potuti svolgere anche senza chiuderlo, abbiano il coraggio, i dirigenti del
centrosinistra, di chiedere le dimissioni dell’assessore”.
Franco Laratta, parlamentare della Margherita, ritorna a Rogliano,
all’interno della struttura. Vuole il ricovero. Del Santa Barbara, lui si fida.
Sono circa le 16.30, quando al numeroso pubblico presente fuori e dentro la
struttura ospedaliera per assistere al Consiglio comunale aperto in seduta
straordinaria, giunge per bocca del presidente della provincia Mario Oliverio,
l’attesa notizia: il provvedimento di chiusura temporanea è stato revocato. Si
tira un chiaro sospiro di sollievo. La tensione di ventiquattro ore di passione
si allenta. Nessun trasferimento temporaneo dei circa cinquanta pazienti, dei
medici e dei paramedici. Tutti rimangono al Santa Barbara.
Arriva anche l’assessore Lo Moro. Visita il Santa Barbara. No, non è
poi tanto sporco. Il Savuto, assessore, di questo, ne è stato sempre certo.




















