ENGLISH TRANSLATION

Il fiume Savuto

 

Il fiume  Savuto, chiamato dai Greci "Ocjnarus "  e dai Romani " Sabatus " secondo una delle tante antiche leggende, deve il suo nome a Sebasio figlio di Cur re degli Ausoni - nome dato dai Greci  ai primi abitanti dell'Italia Meridionale. Esso nasce da una ricca sorgente di acqua pura e fresca "Testa del Savuto " in località Spineto  nel Comune di Aprigliano , sull'altopiano della Sila Piccola a quota 1200 metri s.l.m. Si alimenta, snodandosi dolcemente,con le acque di altri torrenti e rigagnoli per poi riversarsi nel piccolo invaso del Lago Savuto. Da qui fuoriesce solo il troppopieno e dopo circa un chilometro si immette nel suo naturale corso verso Sud attraversando il varco depressivo della "Poverella". Abbandona la pianura, diventa torrentizio e dopo un percorso di 55 chilometri sfocia nel mare Tirreno in territorio di Nocera Terinese (CZ). Sui costoni rocciosi che delimitano questo questo fiume sono sorti paesi più o meno di antica origine e tuttora importanti per tradizioni, cultura e commercio agricolo. Citerò i primi a partire dalla sorgente perché,avendoci vissuto più da vicino,sento di essere a loro legato affettivamente.

Parenti è il primo nato, pare,sulla sponda sinistra del fiume perché più ricca  di acque sorgenti. A fondarlo furono-secondo una delle tante ipotesi -  delle famiglie venute da  Carpanzano,altro paese sulla stessa costa del Savuto a pochi chilometri di distanza più a Sud. I Parenti,appunto,dal ceppo carpanzanese che preferirono - secondo me- costruire a manco le prime case scartando la zona della " Cutura" più pianeggiante e soleggiata, per non essere soggetti ad attraversare il fiume poco benevole,un tempo, a sottomettersi al transito di persone e cose.

Nel  1810 il paese venne interamente raso al suolo dai Francesi,così come ci racconta  De Rilliet nel suo "Tournèe in Calabria 1852 ": ' Una compagnia di Volteggiatori del 29 ° (francesi) mentre si trasferiva da Cosenza a Monteleone (attuale Vibo Valentia) si fermò dopo Rogliano,sulla strada; a quel punto si vide arrivare una deputazione del piccolo villaggio de ' Li Parienti ',situato ad alcune miglia sulle montagne. Queste persone,col loro Sindaco in testa e con i cappelli adornati di nastrini tricolori,fecero loro migliore accoglienza supplicandoli di andare a passare la notte nel villaggio. Cedendo a tutte questa testimonianze di amicizia,i francesi si lasciarono sedurre e seguirono le loro guide.

Giunti al villaggio essi furono ricevuti al grido di " Vivano   i   bravi francesi " con archi di trionfo, fiori e tutte le manifestazioni più amichevoli. Gli ufficiali sono trattati splendidamente alla ' Casa Comunale '; in quanto ai soldati ogni abitante ne prende uno sottobraccio e lo conduce a casa propria, lo rifocilla e lo tratta meglio che può: tutte queste apparenze di ospitalità nascondevano un infernale tradimento. A un segnale partito dalla Casa Comunale,segnale che annunciava la morte degli sventurati e imprudenti ufficiali,gli abitanti saltarono addosso ai  loro ospiti addormentati e li sgozzarono senza pietà. Uno solo sfuggì alla carneficina e andò a riferire la notizia al generale Manhès il quale immediatamente accorse e, per dare un terrificante esempio,diede il villaggio alle fiamme, fece massacrare gli abitanti e arrestare i capi del complotto. ".

Altri paesi si affacciano a destro e a manco del fiume Savuto fino alla sua foce;questi erano stati costruiti appositamente sulla sue sponde perché l'acqua costituiva la forza che faceva muovere i mulini ( chi non ricorda il mulino di 'Compapeppe du mulino e zu  Franciscu du mulino,quello più a Sud  di' Trentino du mulino ) e dava vita e da ancora oggi a ricche macchie coltivate ad ortaggi. ( Le macchie offrono ancora oggi ai Parentesi le primizie di tutti gli ortaggi n.d.r.).

Il fiume Savuto d'Estate era il nostro mare.Si facevano i bagni nei famosi ' vulli '. Qui si mangiava in allegria e in compagnia sotto la frescura degli ontani.

                                                              FLORA E FAUNA

Il bacino del Savuto racchiude una flora e fauna variabile a degradare verso il mare:dal pino silano all'abete,dal faggio al castagno,dal pioppo all'ontano,dal rovere alla quercia,all'ulivo ,ecc. Oltre a tante varietà di piante da frutto,abbondano quelle selvatiche tra le quali l'erica meridionale,la profumata ginestra,il biancospino,il corbezzolo, ecc. Nelle zone intermedie i vigneti,abbondanti un tempo,danno l'ottimo e conosciuto vino nero del Savuto.

La fauna,nel suo insieme,va: dal lupo al capriolo,dal cinghiale alla volpe,dal tasso alla lepre,dal gatto selvatico allo scoiattolo nero,dalla vipera alla donnola,dalla faina al riccio,al ghiro; l'istrice,la lontra e la martora sono scomparsi negli ultimi venti anni.

Tra gli uccelli si ricordano fra i più grossi:l'avvoltoio degli agnelli(oggi scomparso), la poiana,il falco reale,il gufo reale, il corvo imperiale,la cornacchia,il falco libratore, la civetta,il barbagianni,la ghiandaia,la gazza,il colambaccio,il picchio,l'upupa,la starna,la coturnice,il merlo , ecc.. Le acque fresche e abbondanti e pulite erano ricche di pesci:dalla trota salmo-fario all'anguilla,dal pesce reale al cefalo,dal capitone al granchio  

                                                                                              STORIA

Volendo parlare della storia del Fiume Savuto,diventa difficile catalogare i fatti e le leggende secondo un ordine cronologico o d'importanza,per cui ho deciso di partire dalla sorgente per soffermarmi nei luoghi più importanti scendendo fino al mare.

SORGENTI DEL SAVUTO

La sorgente del fiume Savuto, luogo di sosta preferito e rituale delle comitive di cacciatori e di escursionisti,in realtà non esiste più perché con i ripetuti prelievi della falde acquifere a monte,sotto le rocce granitiche,è venuta a mancare l'acqua alla fontana,incanalata in condotte per i bisogni della piana di S. Eufemia .( Una cava di pietre proprio sulla sorgente forse ne ha diminuito la quantità  n.d.r.)

Il nome  'Spineto ' deriva dalle numerose siepi e cespugli spinosi che vegetano in questa zona. Detta sorgente è chiamata,anche, ' Fontana del ladro ' per via,in passato,dei sistematici agguati che presso di essa i briganti operavano a danno dei pastori durante la transumanza che dallo Jonio portavano  le greggi sull'Altopiano e viceversa. Questo ricatto che si è perpetuato fino ai primi del 1900 era il prezzo da pagare per il libero passaggio attraverso questo varco obbligatorio e andava dal giovane vitello alla pecora migliore,dal capretto più carne a parte delle scorte che i pastori portavano con loro.Gli ultimi briganti furono vittime dei pallettoni del trombone di un risoluto pastore.

CUTURA

Occorre premettere che il nostro fiume - ridotto oggi a poco più che un ruscello - aveva una portata d'acqua che d'estate superava i due metri d'altezza e d'inverno,in media, i quattro metri e che,quando era in piena,secondo il Padula: "  Portava alberi all'impiedi ". Secondo un documento del 1812,data della costruzione del ' Ponte Nuovo ' e dell'attuale SS.19 ad opera di Murat,le acque del fiume in piena superavano i quindici palmi,cioè quattro metri circa. Ancora l'Arnoni,dopo cinquant'anni,lo  descrive come un fiume: " Torbido,truce e spaventevole a tutti crudele ". Da queste notizie  che risalgono a circa duecento anni fa possiamo immaginare quant'acqua portasse il fiume al tempo dei Romani. Ecco,dunque,l'importanza che il fiume aveva quale unica via di trasporto degli alberi - ' l'abetone ' verso il mare.

I  Romani tagliavano qui a monte,alle falde della Sila in località " Cutura",questo tipo di pino resinoso ottimo per la costruzione delle loro navi,ne abbondonavano i tronchi alla corrente del Savuto e li ripescavano al mare,alla foce presso Falerna. La " Cutura ", che oggi è un ampio arenile  torrentizio,era un luogo di raccolta '. I tronchi qui tagliati o raccolti venivano abbandonati alla corrente in ordine sparso per superare,più agevolmente,le strettoie del Savuto nel tratto Parenti- Balzata.

ISCHIA  ROMANA

In località ' Ischia Romana ',presso  Balzata,i tronchi venivano ripescati e fasciati assieme tanto da formare delle zattere e rimandati alle acque del Savuto arricchitesi,intanto,da quelle del torrente ' Mola' prima e ' Cannavina' poi. In questa zona venne costruito,nel 1582 sotto il regno di Filippo ll di Spagna,il primo ponte in muratura con pietre del posto e mattoni portati attraverso la strada già costruita Rogliano - Parenti;il costruttore fu mastro Sansonetto  Belsito. Il ponte crollò tra il 1927 e il 1928 per l'instabilità del terreno,oggi ne rimangono in vista le sue spalle;in un tratto di appena 50 metri a valle sono stati costruiti,in tempi diversi,altri tre ponti in sostituzione l'uno dall'altro.

Terzo ponte in ferro

 

Fiume Savuto - foto storiche

1904 - foto di gruppo
sul fiume Savuto

1920 - panorama Savuto

1913 - Sila
Casello Savuto

1913 - Sila
Casello Savuto

1913 - Sila
Casello Savuto

1920 - sindaci e podestà
sul fiume Savuto

Febbraio 1930 - Parenti,
crollo primo ponte

Febbraio 1930 - Parenti,
crollo primo ponte
Si ringrazia per le foto il
dott. Ubaldo Lupia di Parenti